IL PAPA AI GIOVANI INGLESI: SIATE SANTI!

« Quando si è giovani, si è soliti pensare a persone che stimiamo e ammiriamo, persone alle quali vorremmo assomigliare. Potrebbe trattarsi di qualcuno che incontriamo nella nostra vita quotidiana e che teniamo in grande stima. Oppure potrebbe essere qualcuno di famoso. Viviamo in una cultura della celebrità ed i giovani sono spesso incoraggiati ad avere come modello figure del mondo dello sport o dello spettacolo. Io vorrei farvi questa domanda: quali sono le qualità che vedete negli altri e che voi stessi vorreste maggiormente possedere? Quale tipo di persona vorreste davvero essere? Quando vi invito a diventare santi, vi sto chiedendo di non accontentarvi di seconde scelte. Vi sto chiedendo di non perseguire un obiettivo limitato, ignorando tutti gli altri. Avere soldi rende possibile essere generosi e fare del bene nel mondo, ma, da solo, non è sufficiente a renderci felici. Essere grandemente dotati in alcune attività o professioni è una cosa buona, ma non potrà mai soddisfarci, finché non puntiamo a qualcosa di ancora più grande. Potrà renderci famosi, ma non ci renderà felici. La felicità è qualcosa che tutti desideriamo, ma una delle grandi tragedie di questo mondo è che così tanti non riescono mai a trovarla, perché la cercano nei posti sbagliati. La soluzione è molto semplice: la vera felicità va cercata in Dio. Abbiamo bisogno del coraggio di porre le nostre speranze più profonde solo in Dio: non nel denaro, in una carriera, nel successo mondano, o nelle nostre relazioni con gli altri, ma in Dio. Lui solo può soddisfare il bisogno più profondo del nostro cuore».
Benedetto XVI ai giovani delle scuole cattoliche inglesi, 17 settembre 2010
GRAVE INCIDENTE IN BICI AL NOSTRO AMICO PAOLO ALBERATI: FORZA PAOLO, TI SIAMO VICINI!!
Il chirurgo dott. Massimo Massarella con Paolo in sala operatoriaCiao ragazzi questa mia per informarvi che domenica scorsa ho avuto una brutta caduta ove ho rotto omero, radio e ulna, in compagnia di 5 costole. Sono caduto (ovvio, purtroppo) dalle bici... Ero di ritorno verso la doccia dopo la gara Appennino Superbike ove ero in testa seguito dal colombiano Rojas e dal marchigiano Minnucci a breve distanza. Poi le indicazioni assenti sul percorso e quelle erronee di un addetto sul percorso ci hanno infilato in un bosco senza sbocco, almeno a me e Rojas con altri... da cui sono uscito incazz... e graffiato come da dentro una gabbia di gatti tigre dopo circa un'ora. Quindi ritrovato un asfalto utile per tornare in zona ritrovo a Fabriano, a quel punto rassegnato e sereno perché fuori dai giochi ho visto un cespuglio ancora impigliato nella bici e per toglierlo con la mano destra ho perso il controllo della bici andando a impattare contro il guard rail doppio della Statale 76. Sì lo so, caduta da scemo... di fatto il braccio destro è rimasto impigliato nel guard rail, mentre la bici ha continuato la sua corsa... e il risultato lo conoscete. Ho anche qualche bel taglio provocato dai fantastici guard rail italiani, ma almeno per quello hanno già ricucito tutto. La bici, che roccia, lei è sana e ironia della sorte è rimasta lì appoggiata al guard rail a "guardarmi" come a dirmi: che cavolo hai combinato o bischero (in Sicilia si direbbe diversamente...)! Ora sono ricoverato nell'ortopedia di Perugia dopo il trasferimento dal fantastico e umanissimo reparto di Pronto Soccorso di Fabriano, mi hanno operato pochi giorni fa e messo placche, viti e quant'altro, tutte rigorosamente in titanio (mi sono raccomandato!). Un'operazione ove ho chiesto di rimanere sveglio: vedere all'opera ortopedici dello sport con gli attributi come i doc. PANTI (padre e figlio insieme in sala, giovanissimi) e il mitico doc. MASSIMO MASSARELLA (nella foto con me): un'esperienza che NON dovevo né potevo perdere. E' bagaglio culturale di sport, la certezza di consigliare in futuro, se necessario, ai miei atleti chi scegliere come equipe. In assoluto una sicurezza. Sembra assurdo dirlo, ma questa e' stata una delle esperienze più significative della mia vita sportiva. E poi d'ora in poi la "solita" e lunga riabilitazione, al momento non quantificabile.
Il giovanissimo e bravo dott. Alessandro Panti aiuta Paolo con la fisioterapiaOra son qui che scrivo (a fatica, non sono mancino e ho un po'...di dolorini) e penso a un po' di tutto, alla Vita che ancora una volta mi ha regalato una sfida, la sfiga, i tanti buoni propositi e sacrifici fatti non proprio conretizzati, sogni e progetti non realizzati, tutto qui ora dentro di me... Ma soprattutto accompagnato dai tantissimi messaggini e mail di incoraggiamento ricevuti desidero ringraziare pubblicamente tutti quanti e grazie al nostro sito posso farlo con minor fatica visto che con un solo messaggio posso raggiungere davvero TUTTI i miei amici e appassionati di bici come me. Ringrazio ovvamente anche l'equipe medica che mi haa operato. Un abbraccio a tutti, anche se non troppo potente ma solo perché ora non riesco a stringere troppo. Paolo Alberati
A PROPOSITO DI BARTALI: LA MOGLIE DI GINO, LA SIGNORA ADRIANA, IL FIGLIO ANDREA ED IL CARO IVO FALTONI VENERDI' 10 SETTEMBRE ERANO AL QUIRINALE!!
Venerdì 10 settembre, in occasione di una festa per i campioni
olimpici delle Olimpiadi di Roma del 1960 (quest'anno ricorrono i 50 anni) svoltasi pesso i giardini del Quirinale a Roma, la signora Adriana Bartali (moglie di Gino), il figlio Andrea ed Ivo Faltoni sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Come si può vedere dalle foto, al Presidente della Repubblica sono stati donati un quadro commemorativo del Ciclopellegrinaggio Terontola-Assisi che si svolgerà domenica 19 settembre (al quale noi della Gagliarda naturalmente parteciperemo in massa) e la polo gialla che riceveranno tutti i partecipanti al
Ciclopellegrinaggio (il sottoscritto può vantarsi di avere ricevuto la polo gialla prima del Presidente Napolitano poichè gli è stata regalata al Meeting di Rimini, in anteprima assoluta, da Ivo Faltoni!!).
Tutto molto bello, sempre in onore del "nostro" caro Gino Bartali!!
W GINO BARTALI!!
Andrea Falcioni
2° CICLOPELLEGRINAGGIO TERONTOLA-ASSISI IN MEMORIA DI GINO BARTALI: GAGLIARDA PRESENTE!!
Domenica 19 settembre si svolgerà il 2° ciclopellegrinaggio Terontola-Assisi in memoria di Gino Bartali, postino della pace.
L'organizzatore della bella manifestazione è il caro Ivo Faltoni, amico ed ex meccanico di Gino che conosciamo bene e che ci stima molto: Ivo ci ha invitato come lo scorso anno a partecipare
numerosi!!
Saranno 19 (di cui ben 4 donne!!) i gagliardi a pedalare lungo i 74 Km del percorso del ciclopellegrinaggio accompagnati da una piccola carovana di amici e tifosi.
Dopo il grande successo riscosso al Meeting di Rimini ci porteremo dietro e la esporremo in Piazza San Francesco ad Assisi, arrivo del ciclopellegrinaggio, anche la nostra stupenda mostra "Un diavolo di campione, un angelo di uomo. L'avventura umana di Gino Bartali".
Sul sito http://www.faltoni.it/ si può trovare tutto sul ciclopellegrinaggio.
Pubblicheremo tra qualche giorno qualche foto e delle testimonianze della pedalata in onore del nostro caro amico Gino Bartali!!
Ma perché questo ciclo-pellegrinaggio? Perché vogliamo bene a Gino Bartali?
Perché Gino Bartali fu un grande uomo ancor prima di essere il campione da tutti conosciuto, aveva nel suo dna i valori umani della vera fede cristiana e dimostrava con la vita quotidiana cosa significa "aiutare il prossimo dimenticandosi di se stesso".
Nel periodo bellico 1943-44, Gino con la sua bicicletta Legnano partiva da Firenze per allenarsi, come usava a dire a quel
tempo per non destare sospetti, per arrivare ad Assisi passando da Terontola e rientrava in tarda sera a casa: 370 Km circa tra andata e ritorno, fatti in un solo giorno su strade non certo comode come quelle di oggi ed in tempo di guerra. Lo ha fatto per decine di volte. A chi gli chiedeva il motivo di questi lunghi allenamenti rispondeva: “Mi devo tenere in allenamento: un giorno finirà questo inferno".
Cosa nascondevano quegli allenamenti? Non esitò un attimo quando, nei frequenti colloqui, il Cardinale Elia Dalla Costa ed il Senatore Giorgio La Pira, grandi personaggi di Firenze, gli prospettarono di collaborare per poter salvare la vita a centinaia di ebrei e perseguitati politici dissidenti al regime, potendo trasportare documenti d’identità falsificati nascondendoli dentro il tubo reggisella della sua bicicletta, eludendo qualsiasi controllo.
Era incurante del rischio che correva per se stesso e per la sua famiglia, ignara di tutti i suoi lunghi allenamenti in un periodo senza gare. Anche a guerra finita neanche i suoi più stretti amici e colleghi di allenamento, come Alfredo Martini, Fiorenzo Magni, Giovannino Corrieri (il fedelissimo di Gino) ed altri, mai ebbero un cenno, una frase o parola di questo suo impegno segreto.
E Terontola? Nel piccolo paese toscano Gino si fermava dal sarto Dino Magara, un suo amico che aveva preparato la colazione: due fette di pane bianco con prosciutto del contadino ed un bicchiere di vino rosso. Poi ripartiva in bici fermandosi un km dopo, sopra il Ponte della Variante. Lì finiva il panino, o faceva finta di gonfiare la bici, in attesa che fosse passato il treno che veniva da Assisi e che avrebbe fatto l’ultima fermata a Terontola. Quando arrivava il treno si fiondava alla stazione, appoggiava la sua Legnano ed entrava dentro il bar a prendere il solito caffè. Il suo intento era quello di attirare l’attenzione dei tanti tifosi che sapevano del suo arrivo e nello stesso tempo distrarre la Milizia e la Polizia Tedesca che controllavano i documenti delle persone sospette: in questo modo era più sicuro poter scambiare documenti falsificati tra viaggiatori che arrivavano dal treno di Assisi e in partenza con i treni coincidenti, nell'arco di 6/7 minuti, per Roma ed il sud-Italia, per Bologna, Milano, Svizzera, Udine e oltre.
Con la partenza dell'ultimo treno Gino ringraziava per il caffè offerto salutando tutti i presenti dicendo che sarebbe tornato il martedì o il venerdì successivo. Inforcava il suo cavallo d'acciaio e se girava a destra sarebbe andato a Castiglione del Lago, al Campo d'Aviazione, se girava a sinistra sarebbe andato verso Passignano per poi portarsi ad Assisi.
Ad Assisi, dove lasciava foto e nominativi per i documenti da stampare falsificati, si recava al Monastero di Clausura di San Quirico, dove suor Alfonsina e Suor Eleonora provvedevano a dare a Ginetaccio qualcosa da mangiare per rifocillarsi prima del suo viaggio di rientro a Firenze, oppure al convento di San Damiano dove si incontrava con padre Rufino Niccacci, o anche alla Curia Vescovile dove si incontrava con l'Arcivescovo Niccolini, fissando gli impegni successivi.
Disse Gino Bartali con grandissima umiltà: "Io voglio essere ricordato per le mie imprese sportive e non come un eroe di guerra. Gli eroi sono altri. Quelli che hanno patito nelle membra, nelle menti, negli affetti. Io mi sono limitato a fare ciò che sapevo meglio fare. Andare in bicicletta".
Il libro di Paolo Alberati “Gino Bartali – Mille diavoli in corpo” (Giunti Editore – Firenze), illustra alla perfezione quanto sopra descritto e così pure il film “Gino Bartali l’intramontabile” (Produzione RAI Fiction - regista Alberto Negrin) con gli attori Pierfrancesco Favino (Gino Bartali) e Nicole Grimaldi (la consorte Adriana).
W GINO BARTALI
Andrea Falcioni
LA GAGLIARDA E L'OPERA CHESTERTON: RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SALUTO DEL FONDATORE DELL'OPERA MARCO SERMARINI
INTRODUZIONE DI ANDREA FALCIONI
CHE COS'E' L'OPERA CHESTERTON?
Sin dal 2005, anno di costituzione della Gagliarda, ci siamo sempre posti come primo tra i nostri obiettivi quello di essere dei veri educatori anche nel mondo dello sport, che poi è stato il motivo principale per cui ci siamo “messi in gioco”.
Nel variegato mondo sportivo si predica sempre tanto bene e poi purtroppo si agisce spessissimo male: nei cinque anni di vita della nostra Associazione Sportiva noi abbiamo sempre cercato di rimanere fedeli alla nostra opera, facendo sacrifici e prodigandoci nel lavoro educativo con tanta passione e abbiamo avuto ogni anno il nostro centuplo nei tanti bambini e ragazzi che sono venuti alla Gagliarda e che continuano a bussare alla nostra porta per poter venire a giocare e divertirsi con noi!!
La Gagliarda fa parte attivamente di un gruppo di opere che lavorano nel campo educativo: la Cooperativa Sociale Capitani Coraggiosi, la Cooperativa Sociale Hobbit e l’Associazione Papa Giovanni Paolo II onlus.
Dallo scorso anno abbiamo deciso di dare a questo gruppo di opere, nate dalla nostra esperienza educativa, il nome di Opera Chesterton: abbiamo compreso che ciò che facciamo con la Scuola Media Libera “G. K. Chesterton”, gestita dalla Cooperativa Capitani Coraggiosi, lo stiamo facendo da anni e con la stessa impostazione nelle altre nostre opere. Allora…TUTTO E' CHESTERTON!!
Ecco di seguito il messaggio di Marco Sermarini:
"Cari Amici,
presto ricominceremo i nostri incontri dell'Opera Chesterton, che in pratica non abbiamo mai interrotto!
Volevo solo salutarvi tutti e dirvi che ci avviamo per un nuovo anno di attività, e che quindi dobbiamo essere pronti e disponibili a tutto quello che Nostro Signore, il Nostro Vero Capo, ci indicherà e ci farà fare, sempre pronti a collaborare alla Sua Opera con tutta la nostra vita.
Intanto è ricominciata la scuola e ho pensato di mettere questo breve post sul blog della nostra cooperativa Capitani Coraggiosi: http://icapitanicoraggiosi.blogspot.com/2010/09/oggi-ricomincia-la-scuola-con-qualche.html
Anche gli allenamenti della Gagliarda sono ripresi (ho visto i calciatori, le pallavoliste, presto ricominceranno anche i rugbysti...) e, anzi, ricordo a tutti che sabato e domenica i nostri ciclisti gagliardi e bartaliani parteciperanno al Ciclopellegrinaggio Terontola-Assisi, sulle tracce dei copertoni del grande nostro amico Gino Bartali, che partiva da Firenze per andare a prendere e riportare ad Assisi i documenti falsi per salvare gli ebrei durante la 2° Guerra Mondiale. Chi vuole può unirsi ai ciclisti (ci sarà anche una piccola ma intensa pattuglia di donne capitanate da Aurelia, mamma del nostro Stefano "Ciccio"!) all'arrivo del Ciclopellegrinaggio ad Assisi. Informazioni presso Andrea Falcioni.
Stringiamoci tutti insieme e facciamo questa bella e allegra strada portando con noi tutti quelli che incontriamo.
Ciao a tutti."
Marco Sermarini
SANE LETTURE SPORTIVE: DA ILSUSSIDIARIO.NET DI DOMENICA 05/09/10 "VI RACCONTO MIO PADRE GINO BARTALI, UN ANGELO DI UOMO". INTERVISTA AD ANDREA BARTALI
Bartali, un uomo vero, ancora più forte del campione. Al Meeting di Rimini abbiamo incontrato il figlio di Gino Bartali, Andrea, venuto a presentare ai ragazzi dell’area sportiva chi era suo padre, in un incontro intitolato È un diavolo di campione, è un angelo di uomo.
Le imprese sportive di suo padre non hanno bisogno di troppi commenti. I Giri e i Tour vinti, il record assoluto di maglie verdi conquistate, le fughe impossibili. Ci racconti di qualche episodio che ci mostri chi era veramente Bartali.
C'è un episodio successo nel 1938. Quell’anno l’Italia vinse i campionati del mondo di calcio, in Francia, giocando con la camicia nera. Mussolini la ricevette in pompa magna. Anche mio padre vinse il Giro di Francia quell’anno, però non fu ricevuto tra gli onori perché tra lui e Mussolini non correva buon sangue. La squadra di calcio quando vinse fece il saluto romano, e fu fischiata dai francesi, mentre quando mio padre vinse, a Parigi si alzarono tutti in piedi per applaudirlo. A mio padre non piaceva che l’autorità politica interferisse con le sue corse, e invece nel ‘38 Mussolini addirittura gli vietò di fare il Giro d’Italia (che avrebbe vinto, stabilendo il record di 3 giri vinti di fila, dal 36 in poi) e gli venne imposto di fare il Giro di Francia. Alla fine del Tour, qualcuno gli disse di mettere tra i ringraziamenti per la vittoria il Duce, e lui rispose «No grazie, ho altre persone da ringraziare, non Mussolini». Mi creda, ci voleva del bel coraggio per fare queste cose.
Un fatto noto è l’impegno di suo padre per salvare gli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Più che la descrizione di quello che faceva, ci dice chi lo coinvolse in tale impresa? Di chi era amico suo padre, chi organizzava quei salvataggi?
A Firenze quei traffici erano organizzati dal Cardinale vescovo di Firenze, Elia dalla Costa. Però chi c’era dietro era il Papa stesso – queste cose non si fanno se non per ordine del Papa. Pio XII aveva chiesto di salvare il maggior numero possibile di perseguitati politici e religiosi. Siccome le leggi razziali in Italia non erano state applicate in maniera strettissima, c’erano ancora molti ebrei in Italia, compresi anche ebrei rifugiati da altri stati europei scappati dalle occupazioni naziste. L’idea era semplice: fare documenti falsi per gli ebrei rifugiati nelle chiese e nei conventi, e farli imbarcare a Genova. Chi meglio di Bartali, che era famoso, che correva e si doveva allenare andando in giro in bici, poteva portare in giro i documenti falsi? Erano centinaia di chilometri: faceva la spola tra Genova, Lucca, Firenze, Perugia e Assisi, in bicicletta. Ad Assisi si stampavano i documenti. Una delle suore che li stampava è ancora in vita, e là c’è ancora la macchina con cui si falsificavano i documenti. A Genova, invece, Bartali (l’ho scoperto io stesso da pochissimo) riceveva soldi da ebrei rifugiati a Ginevra, per portare i soldi al Cardinale Dalla Costa che finanziava questi traffici, e la resistenza.
Parliamo di Bartali e Coppi: di che dualismo si trattava? Solo sportivo?
Tra i due c’era una stima profondissima. Hanno fatto così tanti chilometri in fuga insieme... che per forza dovevan diventare amici. In corsa erano avversari veri, uno con la Legnano e l’altro con la Bianchi, ma fuori erano amici. L’unica volta che il rapporto si incrinò fu nel ’49. Mio padre vinceva tanto in quegli anni, e la Legnano vendeva tantissime bici. La Legnano era una fabbricchetta rispetto alla Bianchi, che faceva anche macchine agricole, e altre macchine. Insomma, era economicamente fortissima, e mise molta pressione su Coppi e minacciò di licenziarlo se non vinceva. Lì nacque una certa acredine, fomentata anche dalla stampa, ma è il solo momento di crisi nella loro amicizia che io sappia.
Ed è vera la storia di Bartali bigotto, e Coppi campione di un’Italia liberale?
Mio padre era molto devoto Al Carmelo. La sua protettrice era Teresa del Bambin Gesù. Si fece anche terziario carmelitano, prendendo i voti. Aveva un impegno morale a fare il bene, e aveva una profonda fede, attraverso cui superò le tante difficoltà che ebbe nella vita. Coppi questa forte fede non ce l’aveva, ma in generale non aveva affatto il carattere deciso e irruento di mio padre. Però all’epoca non c’era affatto quella divisione politica che la stampa e la radio metteva in giro, come se “Bartali è cattolico, quindi Coppi sta a sinistra”. Pensi: mio padre era di Azione Cattolica da quando aveva 10 anni, e ha sempre portato il distintivo di AC ma non ha mai avuto la tessera della DC. Coppi, invece, aveva la tessera della DC! Certe cose le romanzavano un po’...
Infine, ci vuole raccontare un aneddoto a cui tiene in maniera particolare?
Bartali come padre è solo mio, ma come campione è di tutti. Gli episodi sono tantissimi. Lo seguivo nelle corse, parlavamo. Certi li voglio tenere per me. Alcuni però, quelli di tutti, sono bellissimi: nel 1948, si correva il Tour, prima delle Alpi ricevette una telefonata da De Gasperi. Loro si davano del “Tu”, perché tutt’e due erano dell’Azione Cattolica. De Gasperi lo chiamò e gli confessò il disordine che s’era scatenato in Italia dopo il tentato omicidio a Togliatti, e gli chiese se poteva vincere il Tour de France. Mio padre rispose che era staccato di 24 minuti dal primo, che il Tour non poteva vincerlo, «ma la tappa dovrei farcela». Si andava fino a Briançon, attaccò subito, e vinse. Avevo 7 anni, ero a casa a Firenze coi nonni a sentire la radio. Ci telefonavano tutti, tifosi, parenti, amici, durante la tappa e dopo. Quel giorno non prese la maglia, ma il giorno dopo attaccò ancora da lontano, e la prese: aveva recuperato più di 24 minuti in due tappe. Le piazze erano tutte occupate per gli scioperi indetti dopo l’attentato a Togliatti; si svuotarono tutte, e si riempirono i bar per sentire la radio e parlare. Di Gino Bartali.
(Luigi Crema)
MEETING DI RIMINI: TUTTO BELLO, W LA GAGLIARDA, W GINO BARTALI!!
E' stata una settimana intensa, ma ne è veramente valsa la pena di affrontarla!!
Stiamo parlando dei giorni dal 22 al 28 agosto, quelli della trentunesima edizione del Meeting per l'Amicizia fra i Popoli che si è svolta a Rimini, presso la nuova fiera.
La nostra Gagliarda, come tutti ormai sanno, quest'anno è stata molto impegnata all'interno del padiglione "Il gioco del lotto - sport village" dedicato allo sport (vedi post del 20/07/10 "Estate GAGLIARDA!!").
Di seguito pubblico molto volentieri, insieme a qualche bella foto (per ingrandire le foto cliccarci sopra), le testimonianze di alcuni
dei nostri "gagliardi" che sono stati impegnati nelle spiegazioni giornaliere della nostra bellissima ed apprezzatissima mostra "Un diavolo di campione, un angelo di uomo. L'avventura umana di Gino Bartali" e nella 5° edizione del torneo di calcio a 5 "Gagliarda's Meeting" (il torneo, per la cronaca, è stato vinto dai ragazzi della Magna Rucla Ferrara, squadra del nostro amico Andrea Bombonati detto "Bombo").
Buona lettura a tutti e sempre FORZA GAGLIARDA!!
Andrea Falcioni
Caro presidente,
ti racconto volentieri come ho vissuto i giorni trascorsi al Meeting di Rimini e quello che ho visto. Come sai, portare la mostra di Gino Bartali
a Rimini e' stato un sogno che si è realizzato ed insieme abbiamo vissuto intensamente i preparativi organizzando il tutto nei minimi dettagli.
Vedere tutto pronto con la bella struttura che reggeva la mostra e' stato emozionante e questa emozione l'ho potuta condividere con i nostri amici che con me erano a Rimini a sudare per preparare tutto. In particolare è stato molto bello convivere nei giorni “riminesi” insieme a Raffaele: con lui nei giorni precedenti il Meeting, durante la vacanza in montagna, avevo ripassato la vita di Bartali ed insieme abbiamo passato diversi giorni al Meeting spiegando la mostra e, nei momenti liberi, visitando le altre mostre presenti.
Durante la prima giornata del Meeting, la domenica, la nostra mostra è stata poco visitata (forse perché era il primo giorno) ma nei giorni successivi ci sono stati gruppi di persone che sono venuti ad ascoltare le visite guidate. Ancora più bello e' stato incontrare tante persone lungo i padiglioni della fiera e sentirsi dire che sarebbero venute a sentire la mostra perché chi c’era stato aveva riferito loro che era molto bella. In effetti di persone ne sono venute tante, e molte di queste ci hanno ringraziato per aver fatto conoscere la vita di questo grande campione che era prima di tutto un grande uomo.
E’ stato molto partecipato e commovente l'incontro con Andrea, il figlio di Gino, e con Paolo Alberati.
Dalla spiegazione della mostra non potevamo tener fuori la nostra esperienza e la nostra amicizia che ci spingeva a stare lì a testimoniare un incontro con un uomo vivo che aveva un fisico di ferro: per questo spiegavamo a tutti anche come è nata la Gagliarda e le altre realtà dell’Opera Chesterton (come ci piace chiamarle). Ripeterlo agli altri mi aiuta ogni volta a riscoprire la bellezza della nostra amicizia che alcune volte diventa scontata, per questo l'esperienza del Meeting spero mi aiuti a non smettere di meravigliarmi davanti a tutto e soprattutto davanti ai bambini che tornerò ad allenare tra qualche giorno.
Francesco Fabio Consorti
Quest’anno al Meeting di Rimini la nostra Associazione Sportiva Gagliarda Sambenedettese ha presentato nel padiglione dello sport la propria mostra “Un diavolo di campione, un angelo di uomo – l’avvebtura umana di Gino bartali” dedicata al grande ciclista Gino Bartali.
Al Meeting ogni anno ci sono tante mostre, incontri a tema, stand di tante associazioni come quella dei Tipi Loschi del beato Piergiorgio Frassati, stand espositivi di beni e servizi vari ed infine incontri, conferenze e testimonianze tenuti da personalità cattoliche e personalità di primo piano della politica e della cultura.
La fiera di Rimini nei giorni del Meeting è un flusso costante di gente che arriva e parte, la stragrande maggioranza è gente comune che ha soltanto voglia di vedere una bella mostra o sentire una bella conferenza per avere l’ennesima conferma che la vita è una cosa bella.
Tante persone si sono avvicinate alla nostra mostra e tutti quelli che hanno presentato e raccontato la vita di Gino l’hanno fatto col cuore, spesso quasi con foga agonistica come se si trattasse di una gara sportiva. Tanti, tantissimi conoscevano il Gino campione e la sua carriera ed
i mitici duelli con Coppi, molti sapevano che era stato un fervido cristiano ma in pochi sapevano delle sue opere di bene e del suo impegno per aiutare i più bisognosi, come la storia dei documenti falsi trasportati di nascosto nella canna della bici per aiutare gli ebrei durante l’ultima guerra mondiale.
La vita di Bartali, attraverso la nostra mostra, è stata una bella storia che i visitatori del Meeting si sono sentiti raccontare e noi forse inconsapevolmente abbiamo impacchettato per loro questo bel regalo: fra il pubblico che si è fermato a leggere la mostra ho visto parecchi sacerdoti e diversi frati, forse i lettori più attenti.
Qualcuno si avvicinava attratto dalle fotografie o dalle biciclette messe in mostra sulla struttura, si fermava un attimo affascinato dal grande campione sportivo e in un silenzio ecclesiastico osservava il tutto, mentre attorno a loro il chiasso dei ragazzini che giocavano nel padiglione dello sport faceva da cornice. Io ed i miei amici ci avvicinavamo ed iniziavamo a spiegare la mostra e la vita di quel grande uomo che è stato Gino Bartali. Noi della Gagliarda ci abbiamo messo una passione quasi agonistica, come se mentre raccontavamo la vita di Bartali e le sue vittorie stessimo partecipando a quelle gare di oltre mezzo secolo fa. Il pubblico è stato sempre coinvolto dalla mostra e subito si è capito che gli ascoltatori presenti facevano il tifo per Gino. Alla fine tutti ci hanno sempre ringraziato, molti si sono emozionati, alcuni quasi si sono commossi e se ne sono andati con una bella storia nel cuore, come tre signore di Firenze alle quali io ho spiegato la mostra ed alla fine se ne sono andate contente ed orgogliose di questo loro concittadino, che conoscevano soprattutto per le imprese sportive.
Inoltre mercoledì 25 agosto, sempre al Meeting, abbiamo organizzato anche un incontro con Andrea Bartali (figlio di Gino) e Paolo Alberati (ciclista professionista e giornalista) alla quale hanno partecipato circa un centinaio di persone e tra questi il Vescovo di San Benedetto del Tronto Mons. Gestori ed Ivo Faltoni, un grande amico di Gino Bartali nonché persona che da sempre vive nel mondo del ciclismo professionistico ed organizzatore del ciclo-pellegrinaggio Terontola-Assisi, dedicato proprio a Bartali. A questo incontro erano altresì presenti i presidenti nazionali del CSI
e della CDO Sport, Massimo Achini e Marco Platania, che sono rimasti contenti e colpiti dalle storie di questo grande campione d’umanità.
Diceva Bartali: “le medaglie che si conquistano in questa vita te le appendono sul petto, ma le medaglie che si conquistano facendo del bene risplenderanno per l’eternità”: ora il leggendario Gino ha conquistato dei nuovi tifosi ed il Meeting 2010 di Rimini è stata una sua nuova vittoria, probabilmente una vittoria diversa da quelle riportate dai quotidiani e giornali sportivi, la vittoria di un angelo di uomo, che idealmente con uno scatto secco su una salita immaginaria ha staccato il diavolo di campione.
Il pubblico del Meeting l’ha intuito, ha tifato ed ha idealmente applaudito.
Vai Bartali che sei solo!!
Francesco Russi
Ciao a tutti,
vorrei raccontare della mia bellissima esperienza al Meeting di Rimini.
Tutto è nato quando Andrea Falcioni, il presidente della Gagliarda, agli inizi del mese di agosto mi ha proposto di spiegare la mostra di Bartali al Meeting di Rimini di CL, una mostra spettacolare ma che non avevo mai pensato di poter spiegare in pubblico.
Io ho accettato subito la proposta di Andrea e mi sono messo a studiare la mostra ed è stato un vero spasso perché dopo due giorni che Andrea mi aveva dato il fascicolo avevo già finito di studiarla.
Insieme a Fabio Consorti ho fissato i giorni in cui avrei spiegato la mostra a Rimini e devo dire
che non vedevo l’ora di far conoscere la mitica figura di Bartali alle persone.
Sinceramente, forse per la troppa emozione, devo dire che la prima volta che ho spiegato la mostra è stato un disastro, poi però le altre volte sono stato bravo e mi sono anche divertito a raccontare la vita di Bartali. Gino era un uomo che faceva tante cose che potevano e possono sembrare strane per uno sportivo, come per esempio essere un cristiano serio che andava a messa tutti i giorni, oppure salvare tantissimi ebrei durante la 2° guerra mondiale.
Mercoledì 25 agosto al Meeting si è svolto un incontro molto bello e anche commovente con il figlio Andrea Bartali e Paolo Alberati: penso che con tutte le opere di carità che ha fatto durante la sua vita Gino poteva e può anche oggi far convertire persino un ateo incallito.
Sul Bartali sportivo e sulle sue gare non c’è niente da dire, Gino è stato un vero e proprio campione.
Per me spiegare la mostra di Bartali al Meeting è stato molto bello perché ho ripercorso la vita di un grande uomo e sportivo, che era famoso eppure non si dimenticava mai di fare del bene per il prossimo.
Pier Giorgio Sermarini
Quest’anno la Gagliarda è stata presente al Meeting di Rimini non solo per il torneo di calcio a 5 che come sempre organizza, ma soprattutto per aver portato la mostra “Un diavolo di campione, un angelo di uomo. L’avventura umana di Gino Bartali” preparata l’anno scorso da alcuni componenti della nostra squadra di ciclismo.
Io non faccio parte della squadra di ciclismo ma i miei amici mi hanno chiesto un aiuto per spiegarla al Meeting e io non mi sono tirata indietro anche perché credo che Gino sia un esempio da seguire per tutti quelli che praticano o sono appassionati di sport indipendentemente da quale esso sia.
Ho conosciuto la figura di Bartali per la prima volta grazie al film RAI “Gino Bartali l’intramontabile” che descrive molto bene l’uomo vivo che è stato Gino e subito ne sono rimasta colpita: ho scoperto una cosa bella e volendo raccontarla a tutti sono voluta andare al Meeting di Rimini a spiegare la mostra su di lui.
A primo impatto di Gino mi sono rimasti impressi il suo modo di prendersi a cuore il destino di chi incontrava (per esempio posso citare i tanti chilometri che ha fatto per salvare la vita di centinaia di ebrei mettendo a frutto i talenti che il Signore aveva messo a
suo servizio) e il suo continuo condividere le vittorie con la Madonna nonostante questo fosse politicamente scorretto e anche molto rischioso perché si opponeva alla mentalità del fascismo: il tutto con estrema umiltà come se non facesse nulla di straordinario, ma ricambiasse solo i doni che il Signore gli aveva donato.
A Rimini sono stata due giorni ed ho incontrato molte persone a cui ho avuto modo di raccontare di Gino e tutte, così come è successo a me, sono rimaste colpite dalle gesta umane di questo uomo oltre che da quelle di sportivo.
Gino Bartali è stato un grande campione ed è stato bello scoprire che lui stesso ammetteva che ad aiutarlo durante le sue mille battaglie in gara è sempre stata “la leggera spinta della fede” (così amava definirla lui) .
Quanti degli sportivi attualmente noti sono spinti in quello che fanno dagli stessi valori che muovevano il nostro caro Gino e riconoscono che le loro doti e le loro vittorie sono dovute ad un Altro?
Loretta Sgariglia
26 agosto, ore 9, pronti e si parte destinazione Meeting di Rimini dove quest’anno io ed i miei compagni della Gagliarda parteciperemo, insieme ad altre cinque squadre venute da diverse parti d’Italia, al torneo di calcio a 5 organizzato dalla nostra società sportiva. Dopo quasi due ore di viaggio arriviamo a Rimini, non abbiamo neanche il tempo di guardarci attorno che subito dobbiamo andarci a cambiare coi nostri borsoni negli spogliatoi. Siamo nel padiglione dello sport del Meeting di Rimini, dopo una breve presentazione delle squadre e delle regole inizia il torneo.
Noi giochiamo la terza partita, qundi per ora ci tocca solo stare a guardare. Finalmente scendiamo in campo noi contro Pavia, iniziamo bene, subito due goal. Primo tempo buono concluso con alcuni gol di vantaggio, ma il secondo tempo gli avversari sono più motivati e dopo vari assalti riescono a riequilibrare la partita. Per fortuna, grazie ad un goal sul finale ci aggiudichiamo la vittoria. Siamo molto felici e ci prepariamo ad affrontare la seconda partita contro la squadra Magna Rucla Ferrara. Prima c’è la pausa per il pranzo, facciamo una passeggiata dentro la fiera, il Meeting è davvero grande e ci sono un sacco di cose belle. Dopo il pranzo veloce a base di panini ritorniamo nel padiglione dello sport. Inizia la partita contro Ferrara: questa volta è più difficile segnare e dopo pochi minuti subiamo goal, però non ci abbattiamo perché per arrivare in finale, a causa della peggior differenza reti, bisogna vincere questa partita. Nel secondo tempo, dopo
svariati pali e traverse, riusciamo finalmente a segnare ma purtroppo nonostante i nostri sforzi pareggiamo la partita e non riusciamo a conquistare la finale. Ci possiamo ancora rifare con la finale per il 3° e 4° posto contro la Cometa Como. Stavolta parto dalla panchina, poi durante la partita il mister mi fa entrare. Alla fine del primo tempo siamo ancora sullo 0-0. Nel secondo tempo passiamo in vantaggio, ma poco dopo purtroppo vengo espulso per aver fermato fuori area con le mani una chiara occasione da goal avversaria e così faccio spazio a Sirio, l’altro nostro portiere. Nel giro di pochi minuti subiamo quattro goal ma non ci arrendiamo e riusciamo a rifarci sotto segnando due goal ma ormai è tardi, gli avversari segnano un’altra rete e finisce la partita. Siamo quarti ma non ci importa perché sappiamo che ci siamo impegnati molto e sappiamo che quasi certamente il prossimo anno ci rifaremo. Siamo tutti stanchi ma abbiamo ancora l'energia per visitare una bella mostra del Meeting. Prima di cena ripartiamo per tornare a casa, è stata una giornata intensa ma mi sono divertito molto e sono molto felice di questa bella esperienza che ho vissuto.
Giacomo Paolini



