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DOMENICA 9 OTTOBRE TUTTI A NORCIA!! GIORNATA D'INIZIO ANNO DELL'OPERA CHESTERTON

Posted by Il Presidente on 26 settembre 2011 , under , | commenti (0)





DOMENICA 25 SETTEMBRE AMICHEVOLE DI PALLAVOLO MISTA: GAGLIARDA SAMBENEDETTESE-AMANDO...LA PARROCCHIA

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Domenica 25 settembre 2011 la squadra di pallavolo mista della Gagliarda ha giocato un'altra partita amichevole (dopo quella del 24 luglio scorso) contro la squadra Amando...la Parrocchia di Amandola.

Di seguito il tabellino della partita e alcune foto della serata trascorsa insieme agli amici di Amandola guidati da Don Lorenzo Torresi.


Gagliarda Sambenedettese - Amando..la Parrocchia 0 - 3 21-25 (22') / 17-25 (19') / 16-25 (18') / (15-25)
Gagliarda Sambenedettese= Falcioni, Tommasi, Franco, Vitaletti, Damiani, Sgariglia, Grazioli, Olivieri, Capriotti, Marasco. All. Olivieri
Amando...la Parrocchia= Carboni, Centoni, Torresi, Rossi, Singh, Cocci, Treggiari P., De Sanctis. All. Torresi-Centoni.
Arbitro= Tommasi Roberto.



3° CICLO-PELLEGRINAGGIO TERONTOLA-ASSISI IN MEMORIA DI GINO BARTALI: GAGLIARDA PRESENTE!!

Posted by Il Presidente on 15 settembre 2011 , under , | commenti (0)



Domenica 11 settebre 2011 si è svolta la 3° edizione del ciclo-pellegrinaggio Terontola-Assisi, organizzato in memoria di Gino Bartali postino della pace, al quale ha partecipato una delegazione della Gagliarda Sambenedettese.

Pubblichiamo di seguito le locandine della manifestazione, un simpatico video di presentazione dei nostri gagliardi e alcune loro testimonianze scritte, insieme ad alcune foto!




















video

Dopo un anno ci ritroviamo, noi della Gagliarda, a condividere l’esperienza del ciclo-pellegrinaggio Terontola-Assisi in onore di Gino Bartali. A partecipare poche reclute ma l’unione fa la forza. I ciclisti si preparano alla partenza con le divise tecniche un po’ stravaganti che rendono variopinta la piazza di Terontola, affollata fin dalle prime luci dell’alba. Di rito, le foto ricordo immortalano le autorità presenti a porgere il loro saluto, poi le note del “silenzio” in memoria delle vittime dell’11 Settembre volteggiano nell’aria: improvviso serpeggia nell’anima un turbamento. Tutto è pronto, il gruppo è alla partenza, si monta sulle proprie bici e decise ad aprire le “danze“ si fanno avanti le impettite donzelle. In testa al gruppo si posizionano le guide-battistrada: tra chiacchiere, schiamazzi e risate ci si accoda e si parte all’avventura, il ciclo-pellegrinaggio oltrepassa colline e praterie. Solo qualche alito di vento a spezzare la monotonia del caldo torrido che sale dal suolo. Boccheggiando, si va avanti. La spicciola comitiva della Gagliarda è allineata, a chiudere il coraggioso Zio Mario che difende strenuamente la sua posizione. Le donzelle al seguito tengono duro. Il gruppo è compatto, all’improvviso da dietro ricevo uno spintone, rischio di cadere, un urlo, tengo salde le redini della mia bici, mi riassetto: purtroppo ho lo sperone spezzato, vado comunque avanti, sperando di arrivare sana e salva alla meta. Nella mischia è un continuo rallentare e rilanciare l’andatura: con il pensiero m’involo in una preghiera per la memoria di mio marito, per i figli, per il piccolo e dolce Filippo, per chi mi ama e non mi ama. Ora la concentrazione è d’obbligo: davanti, ai fianchi e alle spalle della carovana errante nessuna insidia in vista. I ciclisti scalpitano grondando sudore ma con sano entusiasmo negli occhi, proseguendo la marcia verso Assisi. Ad un passo dalla meta, i rintocchi festosi delle campane di Santa Maria degli Angeli annunciano l’arrivo della carovana. Il gruppo si sfilaccia, i primi si staccano, i secondi mangiano la polvere. Si avanza, la piazza di Assisi è vicina. Ci si raggruppa, d’intorno è festa, ali di folla rovesciano applausi. Sotto lo stretto arco si passa a fatica. Siamo arrivati! Agli accompagnatori va una nota di merito per la pazienza e la disponibilità. Voglio sfatare un concetto per chiarire che il ciclo-pellegrinaggio è soprattutto un cammino di Fede in cui non esistono vincitori e vinti, c’è solo un gruppo di amici che unisce la forza e la Fede al fine di raggiungere una meta. Ogni partecipante è già un vincitore perché, senza conseguire alcuna medaglia al valore, pone una piccola pietra miliare al cospetto di Dio come faceva Gino Bartali, il quale ha investito la sua passione per il ciclismo in favore del prossimo. E per questo verrà sempre amato e ricordato.
Rigenerati nello spirito, si torna a casa con una marcia più Gagliarda.
Arrivederci al prossimo anno.
Aurelia Coccia

Ciao Andrea,
anche se non sono uno 'scrittore' particolarmente bravo, desidero ugualmente scriverti queste due righe.Ho iniziato a pensare di partecipare al ciclo-pellegrinaggio Terontola-Assisi l'anno scorso al Meeting, quando al termine dell'incontro di presentazione della vostra mostra su Bartali, Faltoni ha presentato ai partecipanti l'iniziativa.
Malgrado sia solo un 'ciclista della domenica', l'idea mi ha subito intrigato (per varie vicende sulle quali non mi dilungo, dico solo che da qualche anno in famiglia siamo diventati tutti grandi tifosi di Bartali).Quando ho capito che sarei stato l'unico genovese, mi è venuto spontaneo pensare che un gesto come questo è da condividere con gli amici e così, anche se ci conoscevamo appena, ti ho cercato per chiederti se la Gagliarda partecipava anche quest'anno e se potevo unirmi a voi.
L'esperienza di domenica per me è stata bellissima, per tanti versi: l'emozione di pedalare proprio sulle strade di Bartali, l'affetto delle persone a bordo strada che ci applaudivano, indossare la vostra divisa con il ritratto di Bartali, la bellezza dei paesaggi attraversati, l'arrivo sulla piazza della Basilica di San Francesco.Ma quello che mi ha particolarmente colpito è stato il rapporto che si creato con Raffaele e con gli altri amici della Gagliarda.
Avevo conosciuto Raffaele solo la sera prima, quando ci siamo velocemente incontrati per conoscerci e per farmi consegnare la divisa della Gagliarda.
Domenica mi sono ritrovato a discutere con lui, mentre si pedalava, con una familiarità, una confidenza assolutamente inaspettata ed imprevedibile e lo stesso si è verificato anche con gli altri ragazzi.
E anche a pranzo, quando ci hai raggiunto con la tua famiglia è stato bello stare con voi, che bello vedere le tue bimbe che, pur avendola conosciuta solo pochi minuti prima, giocavano con mia moglie come se la conoscessero da chissà quanto.
Insomma, era proprio chiaro che quell'amicizia, anche se così 'giovane' poteva essere così vera, così sentita, così profonda solo per un miracolo.
Grazie di cuore per avermi accolto con voi, un grande abbraccio a tutti.
Gianni Vigogna
P.S. teniamoci in contatto. Ovviamente ora non sono in grado di fare programmi a lunga scadenza, ma Raffaele mi ha parlato così tanto della festa che fate d’estate che se riuscissi a scappare qualche giorno mi farebbe proprio piacere.




Il Signore mi ha dato un'altra grazia da vivere: l'11 settembre scorso ho partecipato, grazie alla proposta di Andrea Falcioni, al ciclo-pellegrinaggio Terontola-Assisi di circa 80 Km con alcuni amici della Gagliarda e della Compagnia dei Tipi Loschi.
Siamo partiti col nostro furgone da Grottammare e abbiamo pernottato a Cortona, suggestiva cittadina medioevale, al confine tra Toscana e Umbria.
Domenica mattina siamo andati alla stazione di Terontola e dopo la benedizione di un sacerdote abbiamo iniziato a pedalare in gruppo verso Assisi.
Eravamo quasi 150 iscritti con maglie diverse, c'erano anche ex-corridori professionisti e anche un campione olimpico. Mi sembrava di partecipare ad una tappa del Giro d'Italia.
La cosa che mi ha colpito di più è stata che Bartali ha fatto questo tratto di strada per più di 40 volte, con strade dissestate e una bici pesante per portare a destinazione, nascosti nella sotto la sella, i documenti che servivano a salvare tanti ebrei da una sicura morte. Inoltre Gino Bartali , uomo di grande umiltà, queste cose non le ha mai raccontate e amava dire col suo simpatico accento toscano: “ Certe cose si fanno ma non si dicono”.
Dopo un bel pezzo di strada e una gradita sosta mangereccia allo stabilimento Grifolatte di Perugia, a base di yogurt e formaggi, siamo ripartiti e arrivati ad Assisi. Il gruppone mezz'ora prima, io per ultimo stanco e sudato, ma con la gioia nel cuore. Dopo il pranzo a base di insalata di riso, panini al prosciutto e frutta, abbiamo preso la messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove abbiamo anche pregato nella Porziuncola lucrando l'indulgenza plenaria.
Mi ha fatto riflettere il frate che nell'omelia della messa diceva: “ Gino Bartali era un uomo di preghiera, azione e sacrificio”. Desidero vivere così anche io la mia quotidianità , seguendo l'esempio di Gino Bartali e dei Santi.
“Zio” Mario Vagnoni

Quest’anno ho partecipato per la seconda volta di fila al ciclo-pellegrinaggio Terontola-Assisi in onore di Gino Bartali.
La squadra di ciclismo della Gagliarda, presente al ciclo-pellegrinaggio, era formata oltre che dal sottoscritto, da Aurelia Coccia, Marco De Signoribus, Raffaele Bruni, “Zio” Mario Vagnoni e Gianni Vigogna, un nostro amico di Genova. Il nostro furgone-ammiraglia era guidato da Roberto Bollettini.
Siamo partiti da San Benedetto il 10 settembre e abbiamo dormito a Cortona. Io ho dormito poco a causa di “Zio” Mario che russava.
La mattina di domenica 11 settembre siamo andati al raduno alla stazione di Terontola e dopo un po’ siamo partiti: io stavo in bici vicino d Aurelia e a Marco.
A Perugia c’è stato il ristoro alla Grifo Latte e poi siamo ripartiti verso Assisi. Mentre pedalavo ho pensato a quello che Bartali faceva per salvare gli ebrei durante la seconda guerra mondiale.
Ho fatto amicizia con Marino Vigna, ex ciclista, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del ’60: abbiamo parlato e gli ho spiegato della Gagliarda e lui è rimasto molto contento del fatto che l’anno precedente avevamo esposto in piazza ad Assisi la mostra dedicata a Gino Bartali.
Arrivati ad Assisi ci sono state le premiazioni, poi il pranzo a Santa Maria degli Angeli. Nel pomeriggio è stata celebrata una Santa Messa in memoria di Bartali durante la quale il sacerdote ha fatto una bellissima omelia. Durante la Messa ho iniziato ad avvertire un po’ di stanchezza e mi stavo addormentando.
Alla fine della Messa Ivo Faltoni, amico e meccanico di Bartali e organizzatore del ciclo-pellegrinaggio ci ha salutato e ringraziato per la nostra partecipazione. Concludo dicendo che sono state due bellissime giornate che ho vissuto ricordando un grande uomo e un grande sportivo: Gino Bartali.
Horga Julian Dacian


Prima di partire sono andato a casa di Raffaele e ho dovuto cambiare la bici, poi è arrivato Roberto col furgone e abbiamo caricato le nostre cose.
Siamo partiti alle 15:00 da San Benedetto del Tronto, durante il viaggio abbiamo scherzato e riso.
Siamo arrivati a Cortona e siamo andati all’ostello dove dovevamo passare la notte, il proprietario ci ha accolti con molta cortesia, poi ci ha fatto vedere le stanze dove avremmo dormito e ci ha dato il necessario per fare il letto.
Il giorno dopo, domenica 11 settembre, ci siamo alzati alle 6:30 e ci siamo vestiti con il completo da ciclismo dalla Gagliarda.
Arrivati alla stazione di Terontola Roberto Bollettini, il nostro autista, ci ha aperto il furgone per scaricare le bici: a pedalare eravamo io, Mario, Aurelia, Raffaele, Daci e Gianni, un genovese che ha partecipato al ciclo pellegrinaggio insieme alla gagliarda e la cosa ci ha fatto piacere.
Abbiamo pagato l’iscrizione per partecipare alla ciclopellegrinaggio, poi siamo partiti, evviva! Io i primi 40 metri ho fatto uno scatto alla Gino Bartali e sono andato in testa al gruppo, poi sono arrivate delle salite e ho fatto un po’ difficoltà, a salire mi stancavo ma mi ricaricavo durante la pianura.
Siamo arrivati ad Assisi, ce l’avevo fatta, come Gino Bartali.
Dopo la premiazione delle squadre partecipanti, siamo riscesi a Santa Maria degli Angeli dove abbiamo mangiato tutti insieme.
Prima di ripartire per San Benedetto siamo andati a messa per onorare il grande Bartali e dopo abbiamo visitato la basilica di Santa Maria degli Angeli.
Siamo ripartiti e siamo arrivati a casa per l’ora di cena.
Marco De Signoribus

LA GAGLIARDA SAMBENEDETTESE AL MEETING DI RIMINI 2011

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Anche quest'anno la Gagliarda Sambenedettese è stata presente al Meeting per l'amicizia tra i popoli di Rimini con diverse iniziative: ha esposto per tutta la settimana, nel padiglione dello sport, la mostra itinerante ideata dalla nostra SAMI (Società Alpinistica Maria Immacolata) sulla montagna; ha organizzato un incontro-testimonianza con Lino Zani, guida alpina e maestro di sci di Papa Giovanni Paolo II e la 6° edizione del torneo di calcio a 5 per opere di accoglienza "Gagliarda's Meeting".
Di seguito pubblichiamo alcune testimonianze dei nostri gagliardi presenti al Meeting, con delle belle foto!!

“Montagna: Esperienza di bellezza e non sfida al pericolo”. Questo il titolo della mostra che quest’anno la Gagliarda ha portato al Meeting di Rimini 2011.
Siamo arrivati a Rimini il pomeriggio di sabato 20 agosto e siamo subito andati a vedere la struttura che i volontari del Meeting ci avevano preparato per esporre la mostra: un imponente semicerchio di legno di colore blu scuro alto circa 3 metri con un diametro di almeno 10 metri. Stefano ci ha subito urlato di metterci a lavorare perché c’era tanto da fare! Infatti siamo stati dalle 16 alle 22 ad allestire la mostra ed a renderla attraente per attirare le persone e suscitare loro un po’ di curiosità. Siamo stati un po’ creativi: Stefano si era portato dietro un grande scatolone con dentro un po’ di corde, dei moschettoni, dei ferri a U e molti attrezzi per fare un allestimento coi fiocchi! Faceva molto caldo, fuori c’erano 40 gradi e dentro al padiglione eravamo senza aria condizionata. Ogni idea era buona e ognuno metteva del suo, per cui siamo arrivati verso le 22 che eravamo tutti molto stanchi ma contenti del lavoro fatto.
Il giorno dopo, domenica 21 agosto, è stato il grande giorno dell’apertura del Meeting. A presentare la mostra c’eravamo io, Stefano e Dimitri: io ho spiegato la mostra a tante persone e devo dire che quando finivo la spiegazione erano tutte felici di aver sentito quelle belle storie, nei giorni successivi ho visto alcuni che tornavano e portavano dei loro amici e ne approfittavano per risentire la nostra spiegazione.
Voglio raccontare alcuni simpatici episodi che mi sono capitati nei giorni del Meeting: un giorno ero alla mostra con Marco Consorti e c’era un signore che si stava leggendo da solo tutti i pannelli, poi ha capito che noi che avevamo le maglie arancioni eravamo lì per le spiegazioni e così ci è venuto incontro dicendoci: “Ragazzi, ho letto la mostra e mi è piaciuta, anche perché il sottotitolo (Molte sono le vie che portano al Signore, una di queste va sui monti) è stato tratto dal libro che io ho tradotto!”. E continua: “Ma voi di dove siete?”. Noi rispondiamo:“Di San Benedetto del Tronto”. E lui:“Ah! Ma allora conoscete i Tipi Loschi”. Noi:“Bé, veramente siamo noi!”. Il signore stupito:“Ah si?! Bene! Ho sentito parlare di voi, io sono un ex presidente del CAI e sono io che ho cominciato ad inaugurare i sentieri a Frassati!”. Abbiamo continuato a parlare con quel signore per un po’, lui ha voluto sapere come tenersi in contatto con noi e poi se n’è andato soddisfatto.
C’è stato anche un ragazzo di Milano, che dopo aver ascoltato da noi la vita di don Achille Ratti, Papa Pio XI, mi ha fermato e mi ha raccontato che all’università si era imbattuto in un articolo scritto proprio da Ratti sulla montagna e ne era rimasto affascinato. Poi mi ha chiesto se ci poteva servire quell’articolo per ampliare la mostra, così me lo ha inviato per e-mail. È stato bello vedere questo ragazzo, appassionato di montagna, che portava poi i suoi amici a visitare la mostra. Sono stato contento anche di vedere tante persone che avevano visitato la mostra presenti all’ incontro con Lino Zani.
E’ stato bello stare coi miei amici al Meeting di Rimini e mi sono sentito ripagato degli sforzi fatti: insomma, una settimana che faccio un po’ fatica a descrivere, visto che le tantissime cose belle che ho visto e che mi sono successe non saprei come raccontarle tutte. Posso provarci con quattro semplici parole: un’ esperienza da rivivere!
Daniele Bolletta

Il Meeting di Rimini quest’anno è stata una bella esperienza che mi ha reso molto contento. E’ stato il secondo anno consecutivo che con la Gagliarda riusciamo ad esporvi, grazie anche al sostegno della CDO Sport, una delle nostre bellissime mostre: l’anno scorso avevamo proposto la mostra su Gino Bartali, che con la sua vita di sportivo sano e le sue eroiche vicende umane è riuscito a commuovere tutti coloro che hanno visitato la mostra, anche coloro non erano dei grandi amanti del ciclismo.
Quest’anno invece abbiamo deciso di esporre, sempre nel padiglione dello sport, la mostra sulla montagna dal titolo: “Montagna: esperienza di bellezza e non sfida al pericolo”. La mostra, come prevedibile, ha suscitato tanto interesse ed è stata visitata da tanta gente, molti si sono commossi a sentir parlare di grandi uomini e di grandi alpinisti come Giovanni Paolo II, Pier Giorgio Frassati, Achille Ratti e altri ancora. Io sono stato a Rimini quasi tutta la settimana e ho spiegato la mostra a molte persone: quasi tutte sono rimaste impressionate non tanto dalle imprese alpinistiche che questi uomini raccontati nella mostra (tra cui preti, santi e beati) hanno compiuto, ma dall’amore che essi nutrivano per la montagna e per tutto il creato, consapevoli che tutto è dono del Signore che ci vuole sempre vicino a Lui.
Mercoledì 24 agosto c’è stato l’incontro con Lino Zani, la guida alpina di Giovanni Paolo II, ed è stato un successone: moltissima gente ha partecipato all’incontro con Lino e tanti hanno comprato il libro in cui racconta della sua amicizia con il papa polacco. Lino è stato contentissimo dell’occasione che gli abbiamo proposto e ci ha ringraziato dell’incontro che gli abbiamo fatto fare col popolo del Meeting.
Daniele Marasco

Al Meeting di Rimini di quest’anno ho trascorso due giornate bellissime perché sono stato insieme ai miei compagni della Gagliarda. Dovevamo giocare il torneo di calcio a 5 che era in programma il 25 agosto, così siamo partiti il giorno prima per stare al Meeting e visitare delle mostre. C’era esposta anche la nostra bellissima mostra sulla montagna che ho spiegato molto volentieri ai miei compagni di squadra.
Quest’anno le squadre che hanno partecipato al torneo sono state cinque, c’eravamo noi della Gagliarda Sambenedettese e ben quattro della provincia di Foggia: purtroppo le prime due partite le abbiamo perse, ma poi ci siamo ripresi vincendo la terza e pareggiando la quarta. Alla fine siamo arrivati terzi e siamo stati premiati dall’Assessore allo Sport di San Benedetto.
Concludo dicendo che sono state due belle giornate non solo per il torneo ma anche perché ho approfondito la mia amicizia con Jackson, mi sono divertito molto e non mi è dispiaciuto se non abbiamo vinto perché l’importante è stato che ci siamo dati una mano nei momenti di difficoltà.
Il vostro numero 7 - Horga Julian Dacian